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“égalité”

Siamo tutti uguali, vero? Neanche da chiedere: è cosa nota. Chi potrebbe mai sospettare che non sia così? Sta scritto ovunque, lo dice chiunque, nessuno osa metterlo in dubbio. E allora questo sistema democratico lo provi a sé stesso, ce lo provi definitivamente, che siamo perfettamente uguali, se vuole che gli crediamo anche noi, i suoi ultimi critici. Ci sottragga ogni argomento contrario. Come? Facile. Facilissimo. Vari una legge che impone lo scambio dei figli alla nascita. Non sarà poi così grave - come dice Piccolo Riccio - se invece del frutto legittimo del tuo ventre, del neonato che ha le stesse tue sopracciglia, ti porti a casa dall’ospedale quello della vicina di letto… Tanto l’aspetto fisico non conta ed è poi l’educazione che li forma, i bambini - così dicono… Sarà la vicinanza con te a dargli l’impronta, non il patrimonio genetico, che non è il caso nemmeno di rievocare, tanto sa, infatti, di razzismo biologico e di larvato nazismo… Coraggio, siamo coerenti per davvero, fratelli! Dimostriamoci finalmente liberi dalla caligine della superbia: scambiamoci i figli nelle culle! Portiamolo fino in fondo alla caverna della storia il beato lume de la Révolution!