giu29

Intanto di là dall’oceano…

…il solito nauseante sfoggio di patetismi nostristi, di democratica ipocrisia, di menzogne ruffiane, l’accattonaggio del plauso della maggioranza tramite gli argomenti e i pretesti più meschini. Consoliamola e illudiamola, questa turba di infelici, di falliti, di obesi, di etilisti, di repressi, di depressi, di strabici, di malati, di traditi e traditori, di attanagliati dai rimorsi e soprattutto dai rimpianti, di drogati, di pavidi cronici, di mediocri in tutto, di schiavi del capoufficio, di puttane senza compenso, di ricchi rosi dall’avidità e dalla taccagneria, di celebrità coi nervi a pezzi, di uomini e donne della porta accanto con la forfora e le vene varicose, di invalidi civili, di zelanti netturbini e professori coi paraocchi, di umanitaristi poco inclini all’uso del sapone, di ribelli attenti a non esagerare e di sbirri con l’anima in ceppi, di poeti che sbrodolano parole e di pittori che colano colore. Consoliamola e facciamole sentire che l’unico assoluto residuo e universale è la colpa, è l’angustia; che la democrazia è davvero il sistema che contempla e culla questa angustia collettiva, questa sfiga inguaribile, di tutti, che non discrimina: dove si soffre insieme, presidenti e disoccupati, senza scampo e senza orgoglio. Non il sidereo dolore leopardiano, ma quello della donna rampante cui, all’apice della carriera, crepa il figlio vestito di latex, nel corso di un giochino sadomaso.

Per intonarsi al ‘coro’, il presidente degli Stati Uniti, l’inquilino dell’Air Force One e di quel bugigattolo della Casa Bianca, nel giorno di plastica della Festa del papà, ha pensato bene di chiedere scusa alle due figlie, semi-adolescenti, per il fatto di essere stato un padre poco presente. Sì, sì: se ne pente e se ne duole, lui, il protettore del mondo, con le due piccole protettrici. E’ angustiato dalle possibili mancanze verso i suoi fragili, imbelli virgulti, oppressi dai bodyguard e dal tesoretto di famiglia. Teme di non esserci stato nei loro momenti di necessità: come il negoziante con il mutuo da pagare, la madre che lavora perché occorre un altro stipendio, l’operaio del turno di notte, il manager sballottato dai padroni ai quattro angoli del mondo, la lettrice di settimanali rosa sulla rubrica di lettere dei lettori. E costoro gli crederanno…

Il girone osceno dei ruffiani ha già un posto prenotato. Quello degli ignavi, invece, dà ormai il tutto esaurito.