Ecologia come igiene dell’uomo attraverso il mondo
Bazzicando per i supermercati che diffondono prodotti di agricoltura biologica si scopre che i più affezionati clienti sono per lo più individui eccitati di calori pacifisti e tenerezze terzomondiste. A scrutarli si fa una grande scoperta: come possa essere tanto elettiva quanto meschina la pulsione ecologista. Elettiva se l’ecologia è intesa come igiene dell’uomo attraverso il mondo. Meschina se è capriccio di gente che dà un singulto ogni volta che viene sperimentato un nuovo farmaco sui ratti (dimostrando preoccupanti “affinità elettive” con i roditori…), e compra il biologico perché “poverino il mondo, poverini gli animali, poverine le acque e i boschi”. Quelli che certo inorridiscono di fronte agli auspici di “grande salute” della ‘naziecologia’: che guardava al mondo come al nutrimento dell’uomo - e che, volendo fare sano e bello e forte l’uomo, badava a preservare il mondo da intossicazioni che lo potessero rendere insalubre.