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“Ci salverà la bellezza”!!! Quest’anno, nella sua edizione più sordida (anche se, i filopoverini contromanifestanti sono più feccia ancora), la fiera del libro di Torino sceglie un’evocazione tracotante, spericolata: “ci salverà la bellezza”. Sul cartellone che la pubblicizza, nodi biondi interminabili di capelli femminei, e un volto che non ha parentela con Mariuccia la sarta all’angolo o con la casalinga di Voghera, o con la manager che spintona a morte per una menzione sui rotocalchi. Ma è consanguinea di una guglia alpina, di un cespo di fiori azzurri, di un sole che scarnifica e disincarna, di una estrema tempesta. Non è parente – ne sia certi - neppure lontana della sentimentale mediocrità umana e delle fiere della sua vanità. Folla di Torino, mandria in fregola culturale, lettori-turisti e letterati-soubrette, poeti senza musa e mercatori della carta stampata, voi brutti fuori e brutti dentro, la bellezza non vi salverà, oh, no di certo: non vi risparmierà. Vi annienterà – la bellezza. 11 maggio 2008 |
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Il giudice milanese Salvini, compagno, estetizzante fumatore di pipa, alacre investigatore di misteri patri, persona indubbiamente acuta, nel giorno che la repubblica italiana tutta ha deciso di dedicare alle vittime della violenza politica, propone di mettere su una nuova congrega di segugi dal vario fiuto per tentare, un’estrema volta, di stabilire qualche punto fermo sui più straordinari ‘sacrifici’ politici del secolo scorso. Non tanto per rimediare alle falle della giustizia punitiva. Ma per smettere di brancolare nel buio, nel tormento del buio, nell’incubo del mistero: un’angoscia – se ci si pensa - antidemocratica per eccellenza... 9 maggio 2008
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1 Non si picchia per una sigaretta. 2 Non si picchia cinque contro uno. 3 Non si va poi davanti al signor giudice a belare le proprie confessioni. Questo è ciò che penso del fatto di Verona, in cui cinque ragazzi ne hanno fatto fuori a pugni e a calci uno, in una balorda nottata. Una nottata che, se pure nera nel suo status atmosferico, non lo era certo per influenze ideologiche. E chi vuole a tutti i costi premere sulle presunte tenerezze dei cinque verso la variegata a dir poco temperie dell’estrema destra, mente a sé stesso. Forse per scongiurare l’eversione della propria certezza cieca che il migliore dei mondi possibili sia questo. 6 maggio 2008 |
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